Nuove modalita' utilizzo Credito Iva

OGGETTO: Controllo preventivo delle compensazioni dei crediti relativiall'imposta sul valore aggiunto – art. 10 del decreto legge 1ºluglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3agosto 2009, n. 102.

1. PREMESSAL'articolo 10 del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78 (convertito, conmodificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102), prevede alcune importantinovità in merito alla cosiddetta “compensazione orizzontale” dei crediti IVA,disciplinata dall'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, ossiasull'uso dei crediti IVA (annuali e trimestrali) per il pagamento, mediantemodello F24, di imposte, contributi INPS, premi INAIL, e delle altre sommedovute allo Stato, alle regioni e ad altri enti previdenziali.

In particolare, l'articolo 10, comma 1, lettera a), numero 1, introduce ilprincipio secondo cui l'utilizzo in compensazione orizzontale dei crediti IVA diimporto superiore a 10.000 euro, può avvenire solo successivamente allapresentazione della dichiarazione o dell'istanza da cui gli stessi risultano, e puòessere operato esclusivamente attraverso i servizi telematici resi disponibilidall'Agenzia delle Entrate (secondo le modalità tecniche definite dalprovvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 21 dicembre 2009),consentendo in tal modo all'Amministrazione finanziaria il controllo tempestivotra i crediti indicati in dichiarazione e quelli utilizzati in compensazione nelmodello F24.

Inoltre, l'articolo 10, comma 1, lettera a), numero 7, dispone che icontribuenti i quali intendono utilizzare in compensazione crediti IVA perimporti superiori a 15.000 euro annui, hanno l'obbligo di richiederel'apposizione del visto di conformità di cui all'articolo 35, comma 1, lettera a),del d.lgs. 9 luglio 1997, n. 241, relativamente alle dichiarazioni dalle qualiemerge il credito. In alternativa, la dichiarazione può essere sottoscritta anche daparte dei soggetti che compilano la relazione di revisione per i contribuentisoggetti al controllo contabile ex articolo 2409-bis del codice civile (cfr. circolaren. 57/E del 23 dicembre 2009).Lo scopo delle modifiche normative sopra richiamate - espressamentedichiarato dal legislatore - è quello di contrastare gli abusi dello strumento dellacompensazione orizzontale di crediti IVA che non risultano dalla dichiarazione 4 annuale e dalle istanze trimestrali, ossia di crediti artatamente “creati” per essereutilizzati in compensazione nel solo modello F24.

La norma in commento si colloca, quindi, nel quadro del contrastoall'indebito utilizzo in compensazione nel modello F24 di crediti inesistenti, ecompleta le disposizioni contenute nell'articolo 27, commi da 16 a 20, deldecreto-legge 29 novembre 2008, n. 185 (convertito, con modificazioni, dallalegge 28 gennaio 2009, n. 2). Tali disposizioni, si ricorda, hanno allungato itermini per la riscossione dei crediti inesistenti (consentendo che l'atto direcupero di cui all'articolo 1, comma 421, della legge 30 dicembre 2004, n. 311,sia notificato entro il 31 dicembre dell'ottavo anno successivo a quellodell'indebito utilizzo), ed hanno previsto la sanzione nella misura dal 100 al 200per cento del loro importo.Al riguardo si evidenzia che l'articolo 7, comma 2, del decreto legge n. 5del 2009, inasprisce la predetta sanzione, fissandola al 200 per cento nell'ipotesidi utilizzo in compensazione di crediti inesistenti per un ammontare superiore acinquantamila euro, mentre l'articolo 10, comma 1, lettera a), numero 8 deldecreto legge n. 78 del 2009 esclude, in generale, la definizione agevolata di cuiagli articoli 16, comma 3, e 17, comma 2, del d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472(pagamento di un quarto della sanzione irrogata).Resta inteso che, nel caso di utilizzo in compensazione di crediti, di cui siaconstatata l'esistenza, in misura superiore al limite di 10.000 euro in dataprecedente a quella di presentazione della dichiarazione annuale, ovvero inmisura superiore al limite di 15.000 euro senza che sia stato apposto sulladichiarazione il prescritto visto di conformità, continua ad applicarsi la sanzionedi cui all'articolo 13 del d.lgs. n. 471 del 1997, ossia quella prevista nel caso diomesso versamento (pari al 30 per cento del credito indebitamente utilizzato incompensazione).

Si rileva, infine, che a fronte dell'introduzione di un sistema più rigorosoper effettuare la compensazione dei crediti IVA di importo superiore a 10.000euro, il legislatore ha previsto la possibilità di innalzare il limite massimo dei5crediti compensabili (attualmente fissato a 516.456,90 euro) con decreto delMinistro dell'economia e finanze.

Le nuove disposizioni si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2010 eriguardano i crediti esposti nelle dichiarazioni e nelle istanze presentate a partireda tale data.Tanto premesso, si esaminano di seguito le novità principali introdotte dallanorma in commento.2. LA NUOVA DISCIPLINA SULL'UTILIZZO IN COMPENSAZIONE DICREDITI IVA DI IMPORTO SUPERIORE A 10.000 EUROCome già premesso, l'articolo 10, comma 1, lett. a), numero 1, del decretolegge, modifica l'articolo 17, comma 1, del citato decreto legislativo n. 241 del1997, prevedendo che il credito IVA annuale ed infrannuale di importo superiorea 10.000 euro possa essere utilizzato in compensazione – solo tramite i servizitelematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate1 – a decorrere dalsedicesimo giorno del mese successivo a quello di presentazione delladichiarazione annuale IVA o dell'istanza di rimborso/compensazione trimestrale(modello IVA TR) di cui all'articolo 8, comma 2, del d.P.R. n. 542 del 1999.Pertanto, per l'utilizzo in compensazione dei crediti IVA il legislatoreintroduce una sorta di “doppio binario”, distinguendo tra crediti IVA eccedentil'importo di 10.000 euro, cui si applica la nuova disciplina, rispetto a quelli diimporto pari o inferiore, cui continuano ad applicarsi le “vecchie regole”.

Il “tetto” di 10.000 euro è riferito all'anno di maturazione del credito e nonall'anno solare di utilizzo in compensazione, ed è calcolato distintamente perciascuna tipologia di credito IVA (annuale o infrannuale).I contribuenti che possono compensare sia i crediti IVA annuali sia quellimaturati trimestralmente, nello stesso anno solare hanno, quindi, a disposizione1 Si precisa che, in tutti casi in cui il contribuente intende destinare alla compensazione crediti Iva diimporto superiore a 10.000 euro annui, è opportuno utilizzare i servizi telematici messi a disposizionedall'Agenzia delle Entrate anche per la trasmissione di deleghe contenenti singolarmente compensazioniIva inferiori ai 10.000 euro ovvero la cui somma non ha ancora raggiunto il limite dei 10.000 euro.6crediti IVA relativi a due anni di imposta, ossia due distinti plafond cui fareriferimento, il primo relativo al credito IVA annuale, il secondo relativo allasommatoria dei crediti IVA trimestrali.Così, ad esempio, il contribuente che nel 2010 presenta:1. la dichiarazione IVA relativa all'anno d'imposta 2009 da cui emerge uncredito Iva da utilizzare in compensazione pari a 80.000 euro;2. due modelli IVA TR (secondo e terzo trimestre) relativi all'anno 2010 conrichiesta di compensazione di crediti pari rispettivamente a 20.000 e 30.000euro;disporrà di un plafond riferito al credito annuale pari a 80.000 euro, spendibile inF24 con codice tributo 6099 (anno di riferimento 2009), nonché di un plafondriferito alla somma dei crediti trimestrali pari a 50.000 euro spendibilerispettivamente con i codici tributo 6037 e 6038 (anno di riferimento 2010).Come già anticipato nella premessa, le nuove disposizioni si applicano alcredito IVA annuale relativo all'anno 2009 (che emerge dalla dichiarazione mod.IVA 2010) ed ai crediti IVA trimestrali relativi all'anno 2010 (che emergonodalle istanze mod. IVA TR presentate nel corso del 2010).Ciò significa che il credito IVA annuale del 2008 (che è emerso dalladichiarazione mod. IVA 2009), nonché i crediti trimestrali relativi all'anno 2009(che sono emersi dalle istanze mod.

IVA TR presentate nel corso del 2009),potranno continuare ad essere utilizzati in compensazione anche nel corsodell'anno 2010, senza scontare i vincoli della disposizione in esame.In particolare, il credito IVA del 2008 potrà essere liberamente compensatofino a quando non sarà presentata la dichiarazione annuale IVA per il 2009,all'interno della quale il credito dell'anno precedente sarà – per così dire –“rigenerato” andandosi a sommare al credito IVA maturato nel 2009.Si osserva, inoltre, che la nuova disciplina sulla compensazione dei creditiIVA riguarda soltanto la compensazione “orizzontale” o “esterna” dei creditiIVA, e non anche la compensazione cosiddetta “verticale” o “interna”, ossia lacompensazione dei predetti crediti con l'IVA dovuta a titolo di acconto, di saldo7o di versamento periodico 2. Ciò in quanto l'esposizione nel mod. F24 di tale tipodi compensazioni configura, di fatto, solo una diversa modalità di esercitare ladetrazione dell'eccedenza IVA a credito ammessa, senza condizioni, dall'articolo30 del d.P.R. n. 633 del 1972.In altri termini, l'utilizzo del credito IVA in compensazione in F24 condebiti IVA scaturenti dalle liquidazioni periodiche non concorre al “tetto” dei10.000 euro, né a quello dei 15.000 euro ai fini dell'apposizione del visto diconformità. Detta compensazione sarà, comunque, oggetto di controllo al fine diverificare il corretto utilizzo dei crediti IVA disponibili emergenti dalladichiarazione annuale e/o dall'istanza trimestrale.Si precisa che, se nella medesima delega di pagamento il contribuenteutilizza in compensazione crediti IVA, anche maturati in anni diversi, con debitirelativi ad IVA e ad altre imposte, premi o contributi, la compensazione saràprioritariamente attribuita a copertura dei debiti IVA, a partire dai crediti espostidi più remota formazione.Si ricorda, infine, che il provvedimento del Direttore dell'Agenzia delleEntrate del 21 dicembre 2009, al fine di consentire la corretta esecuzione deicontrolli, ha stabilito che la trasmissione telematica delle deleghe di pagamentorecanti compensazioni di crediti IVA che superano l'importo annuo di 10.000 euro, può essere effettuata non prima che siano trascorsi dieci giorni dallapresentazione della dichiarazione o dell'istanza da cui il credito emerge,indipendentemente dalla data di addebito indicata che, in ogni caso, non puòessere inferiore al sedicesimo giorno del mese successivo a quello dipresentazione della dichiarazione e/o dell'istanza.In seguito alla trasmissione telematica di una delega di pagamento, infatti, ilcontribuente (o l'intermediario preposto) riceve una prima comunicazioneattestante l'avvenuta acquisizione del file da parte dei servizi telematicidell'Agenzia delle Entrate.

Nel caso di utilizzo di un credito IVA, la delega è2 I codici tributo interessati sono i seguenti: 6001, 6002, 6003, 6004, 6005, 6006, 6007, 6008, 6009, 6010,6011, 6012, 6013, 6031, 6032, 6033, 6034, 6035, 6099, 6720, 6721, 6722, 6723, 6724, 6725, 6726, 6727.8successivamente sottoposta ad ulteriori controlli finalizzati alla verifica delrispetto dei requisiti previsti dall'articolo 10 del decreto legge n. 78 del 2009, afronte dei quali è prodotta una seconda comunicazione attestante l'esito diaccettazione o di scarto3. E' pertanto prudente procedere alla trasmissione delledeleghe contenenti compensazioni IVA con alcuni giorni di anticipo rispetto allascadenza dei termini di versamento, così da avere la possibilità, in caso di scartodella delega, di ritrasmetterla previa rimozione dell'errore che ne ha determinatola mancata accettazione, evitando di incorrere nelle conseguenti sanzioni.2.1. Crediti IVA annualiDa gennaio 2010, quindi, in base alle nuove regole, il credito IVA annualematurato nell'anno 2009, se superiore a 10.000 euro (ad esempio 50.000 euro)comporta determinati adempimenti propedeutici al suo utilizzo in compensazioneorizzontale. In particolare, tale credito fino all'ammontare di 10.000 euro puòessere utilizzato in compensazione orizzontale senza attendere la presentazionedella dichiarazione; raggiunto il predetto limite, ogni ulteriore compensazione(anche se d'importo inferiore a 10.000 euro) può avvenire dal sedicesimo giornodel mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale IVA2010.Peraltro, se il contribuente intende destinare alla compensazione sommesuperiori a 15.000 euro, la dichiarazione deve, altresì, essere dotata del visto diconformità di cui all'articolo 35, comma 1, lettera a) del d.lgs. n. 241 del 1997 odella firma dei soggetti che compilano la relazione di revisione per i contribuenti3 Si ricorda che, secondo quanto previsto dal provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del21 dicembre 2009, le deleghe contenenti compensazioni di crediti IVA possono essere scartate per iseguenti motivi:1) l'importo compensato sia superiore a 10.000 euro annui e non sia stata preventivamente presentata ladichiarazione ovvero l'istanza da cui emerge il credito stesso;2) l'importo compensato sia superiore a 15.000 euro annui e la dichiarazione da cui emerge il credito nonsia corredata del visto di conformità o della sottoscrizione richiesti dalla norma;3) l'importo compensato superi l'importo del credito risultante dalla dichiarazione o istanza presentata,decurtato di quanto eventualmente già utilizzato in compensazione.9soggetti al controllo contabile ex articolo 2409-bis del codice civile (cfr. circolaren. 57/E del 23 dicembre 2009).Si evidenzia che, al fine di non condizionare il contribuente nella sceltadell'utilizzo del credito sin dal momento della presentazione della dichiarazione,continua ad essere presente nei quadri VX e VY del mod. IVA 2010 e nel quadroRX del mod. UNICO 2010 un unico campo in cui indicare la parte di credito chesi intende utilizzare in detrazione o compensazione. Ovviamente, lapresentazione anticipata della dichiarazione ovvero l'apposizione del visto diconformità saranno indici dell'intenzione del contribuente.Qualora il contribuente presenti più dichiarazioni annuali (correttive ointegrative di quella originariamente presentata), il plafond di riferimento perl'esecuzione dei controlli sarà quello emergente dall'ultima dichiarazionepresentata.Il contribuente che presenta la propria dichiarazione senza visto diconformità (intendendo, in tal modo utilizzare il credito in compensazione nonoltre il limite di 15.000 euro), può modificare la propria scelta mediantepresentazione di una dichiarazione correttiva/integrativa, completa di visto, al piùtardi entro 90 giorni dalla scadenza del termine di presentazione (30 settembredell'anno successivo a quello di riferimento), ai sensi dell'articolo 2, comma 7,del d.P.R. n. 322 del 1998. A tal riguardo, si evidenzia che non saranno applicatesanzioni al contribuente che presenti la dichiarazione correttiva entro il terminedi scadenza ordinario, mentre sarà applicabile la sanzione amministrativa per latardiva presentazione nel caso in cui il contribuente presenti la dichiarazionesostitutiva/integrativa entro i 90 giorni successivi al termine di scadenza (si vedarisoluzione n. 325/E del 14 ottobre 2002).2.2. Crediti IVA infrannualiCome è noto, ai sensi dell'articolo 8, comma 3, del dPR n. 542 del 1999, “icontribuenti in possesso dei requisiti indicati dal secondo comma dell'articolo38-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, per10la richiesta dei rimborsi di imposta relativi a periodi inferiori all'anno, possono,in alternativa, effettuare la compensazione prevista dall'articolo 17 del decretolegislativo 9 luglio 1997, n. 241, per l'ammontare massimo corrispondenteall'eccedenza detraibile del trimestre di riferimento, presentando all'ufficiocompetente, in via telematica entro l'ultimo giorno del mese di riferimentol'istanza di cui al comma 2” (modello IVA TR). Il medesimo comma 3, secondoperiodo, prevede che “Gli enti e le società controllanti che si avvalgono delledisposizioni di cui all'articolo 73, ultimo comma, del decreto del Presidentedella Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, possono, in alternativa alla richiestadi rimborso infrannuale delle eccedenze detraibili risultanti dalle annotazioniperiodiche riepilogative di gruppo, effettuare la compensazione prevista dalcitato articolo 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997”.Ciò posto, l'articolo 10, comma 1, lettera a), numero 5, integra il comma 3del richiamato articolo 8, con un ulteriore periodo secondo cui “Talicompensazioni possono essere effettuate solo successivamente alla presentazionedell'istanza di cui al comma 2”.La richiamata disposizione va, peraltro, coordinata con quelle contenutenell'articolo 17, comma 1, del d.lgs. n. 241 del 1997, come modificatedall'articolo 10, comma 1, lett. a), numero 1, del decreto legge, secondo cui “lacompensazione del credito … relativo a periodi inferiori all'anno dell'impostasul valore aggiunto, per importi superiori a 10.000 euro annui, può essereeffettuata a partire dal giorno sedici del mese successivo a quello dipresentazione … dell'istanza da cui il credito emerge”.

Da una lettura congiunta delle richiamate disposizioni si ricava che – fermorestando l'obbligo di presentazione all'ufficio competente, in via telematica entrol'ultimo giorno del mese di riferimento, dell'istanza (modello IVA TR) -, ilcontribuente può utilizzare in compensazione i crediti IVA infrannuali di importoinferiore al “tetto” di 10.000 euro senza attendere il sedicesimo giorno del mesesuccessivo a quello di presentazione dell'istanza; la condizione innanzi11richiamata deve, invece, essere rispettata per compensare gli importi chesuperano il limite di 10.000 euro annui.Come già in precedenza anticipato, i contribuenti hanno due “tetti” di10.000 euro, uno riferito al credito IVA annuale maturato nell'anno precedente,ed uno riferito all'ammontare complessivo dei crediti dei tre trimestri dell'annoin corso.Così, ad esempio, ai fini del calcolo del limite di 10.000 euro, il creditoIVA maturato nel 2009 va distinto dai crediti IVA maturati nei tre trimestri del2010, ancorché gli importi di entrambe le tipologie di credito possano essereutilizzati in compensazione nel corso del 2010.Peraltro, per i crediti trimestrali il rispetto del limite di 10.000 euro deveessere verificato con riferimento alla sommatoria degli importi maturati nei tretrimestri.Così, ad esempio, un contribuente con un credito IVA infrannuale relativoal primo trimestre 2010 di 5.000 euro, può utilizzare in compensazione dettasomma senza dover attendere il sedicesimo giorno del mese successivo a quellodi presentazione dell'istanza.Qualora nel successivo trimestre il contribuente abbia maturato un creditodi 8000 euro, può utilizzare in compensazione tale somma, fino all'importo di5000 euro, senza dover attendere il sedicesimo giorno del mese successivo aquello di presentazione dell'istanza, mentre può compensare l'ulteriore creditoIVA di 3000 euro solo a decorrere dal predetto sedicesimo giorno, edesclusivamente mediante i servizi telematici di pagamento dell'Agenzia delleEntrate.Nell'ipotesi in cui il credito IVA trimestrale compensabile sia superiore a15.000 euro, non ricorre l'obbligo di apposizione del visto di conformitàsull'istanza trimestrale (modello IVA TR), atteso che il dato letterale della normaprevede l'apposizione del visto di conformità di cui all'articolo 35, comma 1,lettera a), del d.lgs. n. 241 del 1997, “relativamente alle dichiarazioni dalle qualiemerge il credito”.123. MODIFICHE ALLE PROCEDURE ED AGLI ADEMPIMENTIDICHIARATIVIAl fine di consentire l'applicazione delle nuove disposizioni, l'articolo 10 èintervenuto anche sulle procedure e gli adempimenti “formali” propedeuticiall'utilizzo dei crediti IVA, modificando le disposizioni che disciplinano lapresentazione della dichiarazione annuale IVA e dell'istanza dirimborso/compensazione trimestrale (modello IVA TR) (cfr. d.lgs. n. 241 del1997, d.P.R. n. 322 del 1998, d.P.R. n. 633 del 1972, d.P.R. n. 542 del 1999).In particolare, per consentire ai contribuenti di anticipare la compensazionedel credito IVA risultante dalla dichiarazione annuale IVA, se di importosuperiore a 10.000 euro, è stato in parte modificato il regolamento di cui aldecreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322.L'articolo 10, comma 1, lettera a) numero 2.1, infatti, prevede che icontribuenti che intendono utilizzare in compensazione ovvero chiedere arimborso il credito IVA emergente dalla dichiarazione annuale IVA, possonoanticipare tale dichiarazione presentandola in forma autonoma, anziché unificata(all'interno del modello UNICO), dal 1º febbraio al 30 settembre di ciascun anno.Si evidenzia che in base al tenore letterale della norma, tale nuova ipotesi diesonero dalla presentazione della dichiarazione IVA all'interno del modelloUNICO riguarda tutti i contribuenti che intendono utilizzare in compensazioneovvero chiedere a rimborso il credito IVA annuale, anche se di importo inferioreo pari a 10.000 euro.Ciò non toglie che i contribuenti possano continuare a presentare ladichiarazione annuale IVA all'interno del modello UNICO, fermo restandol'obbligo di dover attendere la presentazione prima di poter utilizzare incompensazione crediti IVA se superiori a 10.000 euro.In conclusione, gli unici soggetti obbligati a presentare la dichiarazioneIVA all'interno del modello UNICO restano i contribuenti che determinano unsaldo IVA a debito.13La previsione di una dichiarazione annuale IVA autonoma va coordinatacon le disposizioni recate dall'articolo 38-bis del d.P.R. n. 633 del 1972 inmateria di richiesta dei rimborsi dell'eccedenza IVA detraibile previstidall'articolo 30 del d.P.R. n. 633 del 1972.In particolare, deve essere rivista l'attuale modalità di richiesta di rimborso– effettuata tramite l'apposita dichiarazione (modello di rimborso “VR”) – dapresentare ai competenti agenti della riscossione a decorrere dal 1º febbraiodell'anno successivo a quello di riferimento.A tal fine, l'articolo 10, comma 1, lettera a), numero 3.1, ha sostituitol'ottavo e nono periodo del primo comma del citato articolo 38-bis, prevedendoche con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate siano definite “leulteriori modalità ed i termini per l'esecuzione dei rimborsi” previsti dal citatoarticolo 38-bis.Tuttavia, ai sensi del successivo numero 4, fino all'emanazione di taleprovvedimento, continuano ad applicarsi “le disposizioni vigenti primadell'entrata in vigore del presente decreto”, ossia le disposizioni di cui all'ottavoe nono periodo del primo comma dell'articolo 38-bis del d.P.R. n. 633 del 1972,sopra citati. Ne deriva che, nelle more del provvedimento, i rimborsi dell'IVAannuale continueranno ad essere richiesti tramite il modello VR nei modiordinari.4. UTILIZZO IN COMPENSAZIONE DEI CREDITI IVA MATURATI INCAPO AD ALTRI SOGGETTIIn alcuni casi le norme tributarie consentono che il credito IVA possa essereutilizzato in compensazione da un soggetto diverso rispetto a quello in capo a cuiil credito è maturato. Tale circostanza si verifica per i soggetti coinvolti inoperazioni straordinarie (fusioni, scissioni), per i soggetti aderenti al regime ditassazione di gruppo di cui agli artt. 117 e ss. del TUIR (c.d. consolidato fiscale),ovvero per i soggetti che si avvalgono della procedura di liquidazione IVA digruppo di cui all'articolo 73, ultimo comma, del d.P.R. n. 633 del 1972.14Con riferimento alle prime due fattispecie, sono stati previsti specificicodici identificativi da utilizzare nel modello F24, che consentono di individuarei casi in cui il contribuente utilizza un credito IVA emergente dalla dichiarazionedi un altro soggetto. Tali codici sono stati istituiti con la risoluzione n. 286/E del22 dicembre 2009.Con riguardo ai crediti IVA disponibili in seguito ad operazionistraordinarie si precisa che, i crediti maturati in capo a più soggetti (diversidall'utilizzatore) costituiscono ciascuno un autonomo plafond a disposizione delsoggetto risultante dall'operazione, che potrà disporne utilizzando modelli F24distinti, in ciascuno dei quali dovrà indicare anche il codice fiscale del soggettoin capo a cui il credito si è originariamente generato.

Inoltre, ai fini di una corretta gestione dei crediti IVA attribuiti alconsolidato, sono stati previsti appositi campi all'interno dei quadri VX e VY delmodello di dichiarazione annuale IVA in cui indicare il codice fiscale delsoggetto consolidante che potrà disporre del credito complessivamente attribuito,che andrà a costituire un unico autonomo plafond.Qualora il soggetto consolidante intenda utilizzare in compensazioneimporti superiori a 10.000 euro, costituiti da crediti IVA maturati in capo a piùsoggetti aderenti alla tassazione di gruppo, per poter correttamente fruire dellacompensazione è necessaria la preventiva presentazione delle dichiarazioni IVAdei soggetti cedenti, anche se l'importo del credito emergente dalla singoladichiarazione è inferiore a 10.000 euro.5. ULTERIORI SEMPLIFICAZIONI E MODIFICHE NORMATIVEAl fine di semplificare gli adempimenti IVA, l'articolo 10, comma 1, letteraa), numero 2.4, modificando l'articolo 8-bis, comma 2, del d.P.R. n. 322 del1998, dispone che coloro che presentano la dichiarazione annuale IVA in viaautonoma entro l'ultimo giorno del mese di febbraio dell'anno successivo alperiodo d'imposta di riferimento (anche al fine di utilizzare in compensazione ilcredito di importo superiore a 10.000 euro a decorrere dal giorno 16 del mese di15marzo) sono esonerati dal presentare la “comunicazione dati IVA”, chenormalmente, ai sensi dell'articolo 8-bis, comma 1, deve essere presentata entroil mese di febbraio di ciascun anno.

Sempre in un'ottica di semplificazione, il numero 2.2 del comma 1, letteraa), dell'articolo 10 in commento, modificando l'articolo 8, comma 4, ultimoperiodo, del d.P.R. n. 322 del 1998, estende al curatore fallimentare o alcommissario liquidatore, l'obbligo di presentare in via telematica, anziché informato cartaceo, la dichiarazione per le operazioni registrate nella partedell'anno solare anteriore alla dichiarazione di fallimento o di liquidazione coattaamministrativa, ai fini dell'eventuale insinuazione al passivo della proceduraconcorsuale.

L'articolo 10 contiene, infine, alcune modifiche alle attuali norme vigentiche mirano a coordinare le predette disposizioni con quelle dettate in materia dicompensazione.A tal fine l'articolo 10, comma 1, lettera a), numero 3.2 estende alleindebite compensazioni la previsione contenuta nel sesto comma dell'articolo 38-bis del d.P.R. n. 633 del 1972, secondo cui, in caso di notifica di un avviso direttifica o di un atto di accertamento conseguenti all'esecuzione di un rimborsoindebito, il contribuente, entro sessanta giorni, è tenuto a versare le sommeindebitamente rimborsate, insieme agli interessi del 2 per cento annuo4, salvoprestazione della garanzia prevista nell'articolo 38-bis, secondo comma, deld.P.R. n. 633 del 1972.Le modifiche recate dal numero 2.3, infine, sono volte ad un coordinamentodi tipo formale. In particolare, nell'articolo 8-bis, comma 2, del d.P.R. n. 322 del1998 – laddove viene previsto l'esonero dall'obbligo della comunicazioneannuale IVA per lo Stato e gli enti pubblici – viene sostituito il riferimentoall'articolo 88 del TUIR con quello aggiornato all'articolo 74 (cfr. modificheintrodotte dal d.lgs. n. 344 del 2003 – riforma delle imposte sulle società). Viene4 Misura degli interessi così rideterminata, a decorrere dal 1° gennaio 2010, dall'articolo 1, comma 2, deldecreto del Ministro dell'economia e delle finanze 21 maggio 2009.16inoltre, adeguato all'euro l'importo del volume d'affari in riferimento al quale lepersone fisiche beneficiano del richiamato esonero (da 50 milioni di lire a 25mila euro).***Le Direzioni Regionali vigileranno affinché le istruzioni e i principienunciati nella presente circolare vengano puntualmente osservati dagli uffici.

Pubblicato il 21/01/2010 00:00